La Riforma protestante

La Riforma protestante è il nome dato al movimento religioso, con rivoluzionari risvolti politici, che ha interessato la Chiesa cattolica nel XVI secolo e che ha portato alla nascita del protestantesimo.

L'origine del movimento è da attribuire al monaco agostiniano Martin Lutero, ma altri protagonisti importanti saranno Giovanni Calvino, Ulrico Zwingli, Thomas Müntzer e Filippo Melantone.

Indice

Prima della Riforma: rinnovare la fede nel Medioevo

Come molti altri avvenimenti storici la Riforma Protestante ha una data di inizio ufficiale, che coincide con l'affissione delle 95 tesi da parte di Martin Lutero sulla porta della chiesa di Wittemberg, nel 1515. Tuttavia nessun avvenimento storico è privo di radici: la Riforma Protestante ebbe origine nei numerosi movimenti che possiamo definire di rinascita o riforma spirituale medioevale che attraversarono tutta l' Europa nei secoli precedenti. Altrettanto delle sue origini si deve a diversi avvenimenti storici e congiunture sociali.

La Riforma Protestante

Cause

La causa occasionale fu la polemica sorta a seguito delle 95 tesi pubblicate da Lutero contro la vendita delle indulgenze in Germania. Le cause reali sono molteplici e spesso intrecciate fra loro:

  1. Tra le cause maggiori vi fu la nuova interpretazione di Lutero dei fondamenti della fede e dell'organizzazione ecclesiastica. La predicazione di Lutero da una lato riprendeva motivi anticlericali, talvolta in modo grossolano e volgare, diffusi nella società tedesca ed europea. Dall'altro propose in modo convincente e vigoroso un nuovo modo di vedere il rapporto con Dio e la Chiesa, attraverso una lettura rinnovata di San Paolo e della Scrittura. Seppe anche avvalersi di collaboratori come Melantone, umanisti e tendenzialmente conservatori, che evitarono estremismi che avvrebbero reso il protestantesimo poco gradito ai principi e alle città che ne furono i promotori.
  2. Altra causa fu la rilassatezza della gerarchia ecclesiastica cattolica. Al tempo le cariche ecclesiastiche potevano essere cumulate per beneficiare di più rendite e senza che corrispondesse effettivamente lo svolgimento di un ministero ecclesiastico. Al beneficium spesso non corrispondeva l' officium. La predicazione era il più delle volte affidata agli ordini mendicanti, mentre vescovi e abati dei grandi monasteri erano spesso membri di famiglie di nobili che si disinteressavano dell'aspetto religioso dell'ammministrazione delle diocesi. Ciò indebolì la reazione religiosa, più che quella politica, alle critiche teologiche di Lutero all'organizzazione ecclesiastica.
  3. La chiesa possedeva vasti territori e riscuoteva decime. I nobili passati al protestantesimo potevano secolarizzare queste proprietà e prenderne possesso, rendendole ereditarie. Fu in questo modo che ad esempio si costituì il nucleo della Prussia, con la secolarizzazione dei territori dell' Ordine Teutonico dopo che il Gran maestro Alberto di Hohenzollern passò al luteranesimo.
  4. A tutto questo si intrecciò il fattore politico. Il Sacro Romano Impero era un organismo complesso, costituito dall'imperatore, al tempo Carlo V, che doveva regnare col consenso dei principi e dei feudatari. La religione divenne un importante elemento in questo equilibrio precario, a sua volta in relazione col papato, con le altre monarchie europee e minacciato dal Turco nelle frontiere sud orientali

Martin Lutero

L'inizio della riforma viene tradizionalmente fatto coincidere con la pubblicazione il 31 ottobre 1517, da parte di Lutero, delle 95 Tesi sulle indulgenze a Wittenberg in Sassonia, in cui si criticava l'abuso di questa usanza da parte dei predicatori a lui contemporanei, senza peraltro mettere in discussione la struttura tradizionale della Chiesa cattolica.

Lo scalpore suscitato dalle Tesi e la denuncia da parte dell'arcivescovo Alberto di Brandeburgo, banditore dell'indulgenza, fece sì che Lutero venisse chiamato a Roma a discutere le Tesi. Lutero, grazie alla protezione dell' Elettore di Sassonia Federico, ottenne che le tesi venissero discusse in Germania. Ebbe quindi diverse discussioni con teologi, fra cui Johannes Eck nel 1518, che lo confermarono sempre più nelle sue opinioni, che nel frattempo diventavano più nette: la Bibbia era la sola autorità, e la salvezza era dovuta alla sola fede.

La rottura definitiva con Roma avvenne nel 1519, quando Leone X emanò la bolla Exsurge Domine nella quale si richiedeva a Lutero di ritrattare le sue dottrine entro 60 giorni. Lutero reagì dando fuoco alla bolla e bruciando anche i libri di diritto canonico, simbolo dell'autorità romana. La sentenza definitiva da parte del papa fu la scomunica del 1520.

Le opinioni di Lutero vennero ampliate in tre importanti scritti del 1520 : La libertà del cristiano, La cattività babilonese della Chiesa, Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca.

Compare anche l'altro fattore fondamentale per la diffusione della riforma: l'appoggio ricercato nel potere politico, che troverà in Lutero il modo per eliminare il legame fra Roma e principi tedeschi e anche di poter secolarizzare i beni ecclesiastici, che diventavano proprietà del principe o, nelle città, acquistati dai borghesi.

Carlo V, d'accordo con il papa, fece un nuovo tentativo di conciliazione, invitando Lutero alla Dieta di Worms ( 1521 ). Nuovamente il riformatore rifiutò di ritrattare le proprie affermazioni. L'imperatore, che si era impegnato nei suoi confronti con un salvacondotto, decise comunque di metterlo al bando dell'Impero con un editto.

L'Elettore Federico di Sassonia organizzò allora un finto rapimento e lo fece portare al castello di Wartburg (1521–1522) per proteggerlo. Qui Lutero si dedicò alla traduzione della Bibbia in tedesco.

Dottrina luterana e le sue conseguenze

Nella teologia di Lutero è possibile individuare alcuni nuclei fondamentali

  • Giustificazione per mezzo della fede, non delle opere: il peccato originale ha corrotto l'uomo per sempre, l'uomo per salvarsi non può ricorrere alle opere, bensì alla fede. La Predestinazione e la Grazia tolgono all'uomo il libero arbitrio.
  • Le dottrine della chiesa devono essere verificate dalle Sacre Scritture: non sono più necessari intermediari per la salvezza, viene quindi ridimensionata la gerarchia ecclesiastica e restano, come unici sacramenti il battesimo e l' eucarestia, nella quale si riafferma la presenza reale ma si nega ( o si riduce ad opinione privata) la transustanziazione, in favore della consustanziazione.
  • Nelle intenzioni di Lutero la Riforma doveva essere solo religiosa, ma essa si trasformò in una corrente di rinnovamento sociale:
    • i piccoli proprietari ed i cavalieri impoveriti dal crescere della nuova borghesia, trovando giustificazione nell'affermazione di Lutero secondo cui non si può imporre ad un cristiano una autorità religiosa o civile se non è consenziente, si ribellarono ai feudatari, ma furono sconfitti ( 1523 )
    • i contadini radicalizzarono le istanze della riforma e si ribellarono all'ordine sociale esistente, compiendo eccidi e devastazioni, ma furono sconfitti anch'essi ( 1525 ). Lutero stesso, spaventato dalla loro ferocia li condannò e giutificò il massacro.
    • Lutero che sembrava propenso all'elezione democratica dei capi spirituali, dopo la violenta rivolta sociale, decise di mettere la sua Chiesa sotto la protezione e la guida delle autorità territoriali (feudatari, principi etc.)
  • La Riforma assunse anche una connotazione politica perché i grandi feudatari si ribellarono a Carlo V:
    • Carlo V, impegnato nella guerra contro Francesco I ed in disaccordo con il papa (sacco di Roma) non era stato in grado di reprimere il moto religioso in Germania e nella prima Dieta di Spira ( 1526 ) aveva rinviato ogni decisione, auspicando l'inidizione di un concilio ecumenico che mettesse ordine nella cristianità.
    • Nella seconda dieta di Spira ( 1529 )revocò ogni precedente concessione e diffidò i principi tedeschi dall'aderire al luteranesimo, ma cinque principi e quattordici città, protestarono contro l'imposizione (da qui il nome protestanti per indicare i riformati), non si sottomisero nemmeno nella Dieta di Augusta (dove fu formulata la confessione augustana ) e si riunirono nella Lega di Smacalda ( 1530 )
  • Carlo V, impegnato contro Francesco I e minacciato dai Turchi, cercò di accordarsi con la Lega concedendo temporaneamente la libertà di culto in cambio di aiuti contro i Turchi, ma dopo la pace di Crépy ( 1544 - con Francesco I), Carlo V prese posizione contro la lega e la sconfisse a Mühlberg ( 1547 ). La Lega si alleò allora con Enrico II, successore di Francesco I, e Carlo V fu costretto a concedere la libertà di culto ai Luterani con la pace di Augusta ( 1555 ). Alcune clausole di tale pace furono poi fra le cause della guerra dei trent'anni : i sudditi dovevano adottare la religione del loro principe o migrare, qualunque prelato convertito al luteranesimo oltre alla carica avrebbe rinunciato ai benefici connessi che ritornavano alla Chiesa cattolica.

La Riforma fuori dalla Germania

In Svizzera

La Riforma fu promossa da Ulrich Zwingli ( 1484 – 1531 ) che si oppose alla vendita delle indulgenze e accolse molte idee di Lutero. Predicò a Zurigo e qui instaurò un governo teocratico, ma non riuscì ad estendere la Riforma a tutto il territorio della Confederazione. I Cantoni cattolici formarono una lega contro i Cantoni riformati e, nella battaglia di Kappel (1531) Zwingli fu sconfitto ed ucciso.

Altro nucleo si formò sempre in Svizzera per opera di Calvino ( 1509 – 1564 ). Francese esiliato per le sue idee religiose, soggiornò a Ferrara presso la duchessa Renata di Francia, poi si trasferì a Basilea ed infine a Ginevra dove predicò la sua riforma ( 1541 ). Egli accolse molte idee di Lutero e di Zwingli, ma a differenza dei predecessori diede alla Chiesa Calvinista una organizzazione democratica, permettendo che fossero i fedeli ad eleggere i propri capi spirituali.

In Inghilterra: lo scisma anglicano

La Riforma fu promossa dallo stesso sovrano. Infatti Enrico VIII d'Inghilterra ( 1509 – 1547 ) aveva dapprima guardato con sospetto la Riforma protestante, scrivendo una confutazione delle idee di Lutero, tanto che il papa gli aveva conferito il titolo di defensor fidei (i re inglesi lo portano tuttora). Più tardi il re chiese invano al papa Clemente VII il permesso di divorziare dalla prima moglie ( Caterina d'Aragona, sorella della madre di Carlo V) per poter sposare Anna Bolena. Poiché il papa rifiutò il consenso, Enrico VIII ruppe i rapporti con il papato e fece approvare dal Parlamento l' Atto di Supremazia ( 1534 ), con il quale il re era proclamato capo della Chiesa inglese. La Riforma di Enrico VIII fu inizialmente uno scisma dalla Chiesa di Roma, più che una vera e propria riforma di tipo luterano. Furono mantenuti i dogmi e la gerarchia ecclesiastica, i sacramenti e le cerimonie cattolici, però i vescovi furono nominati dal re, invece che dal papa e vennero soppressi i monasteri per incamerare le loro rendite (vedi dissoluzione dei monasteri in Inghilterra ).

Enrico VIII perseguitò i cattolici, i luterani ed i calvinisti. Fra i cattolici fu condannato a morte il filosofo e Cancelliere Tommaso Moro ( 1535 ). Fu con la morte di Enrico VIII, sotto i suoi figli, Edoardo VI ed Elisabetta I che la chiesa anglicana ebbe un indirizzo più marcatamente filoprotestante accogliendo idee luterane e calviniste. Edoardo VI (1547 –1553) successe al padre a soli nove anni ed i suoi ministri ne approfittarono per consolidare lo scisma. Gli successe la sorellastra (Enrico VIII ebbe sei mogli) Maria la Cattolica (1553 –1558) che tentò di ricondurre l'Inghilterra alla fede cattolica, perseguitando coloro che erano sospettati di eresia (fu detta dagli avversari la Sanguinaria). Sposò Filippo II, re di Spagna (figlio di Carlo V) ed appoggiò il marito nella guerra contro Enrico II perdendo Calais ( 1558 ). Morì in quello stesso anno. Le successe la sorellastra Elisabetta I (1558 – 1603), nemica del papato e della Spagna. Ella ripristinò l'atto di supremazia e diede alla Chiesa Anglicana un ordinamento definitivo e subì la scomunica definitiva da parte del papa.

In Italia

La riforma in Italia fu altrettanto presente come negli altri stati europei, ma fu una riforma che ebbe particolari caratteristiche. Innanzitutto si affermò nelle classi colte, imbevute dello spirito umanistico e laico del Rinascimento, che vedevano nella riforma, soprattutto legata allo Zwingli e a Calvino, un'affermazione della classe borghese rispetto al tradizionalismo della chiesa romana. Il movimento prese piede anche tra il clero sia con posizione estremiste sia con posizioni moderate.

Nel corso del XVI secolo si diffusero in Italia diversi circoli di simpatizzanti protestanti, fra i più importanti quelli di Venezia, Napoli e Ferrara. In pratica l'idea dell'Italia come "isola immune" dalla riforma religiosa del XVI secolo, è stata scardinata dalla critica storica recente ed ha rivelato un movimento religioso peculiare e molto diverso dall'intransigentismo tedesco.

Col procedere della reazione della Chiesa romana e con la Riforma Cattolica. Il movimento uscì dalle ristrette cerchie intellettuali e elitarie e si propose alle masse mediante la predicazione di alcuni frati, soprattutto agostiniani, che, col procedere del Concilio di Trento, si ritrovarono via via ad appartenere a posizioni "eretiche".

Con la chiusura del Concilio di Trento un numero abbastanza elevato di intellettuali e di rappresentanti ecclesiastici emigrarono in altri paesi dove tentarono di professare più o meno liberamente la loro fede. Fra questi è da ricordare, anche per il fatto di aver dato nome a un movimento, l'antitrinitario Socino.

Fu preferita come destinazione la città di Ginevra, dove, al contrario, non era diffusa la tolleranza religiosa, per cui alcuni Italiani vennero condannati al rogo paradossalmente dagli stessi Calvinisti.

Chi restava in Italia, invece, si vide costretto ad aderire a posizioni nicodemite, cioè a professare il proprio credo religioso interiormente ma ad apparire, esternamente, come un cattolico per non essere soggetto a persecuzioni.

I Valdesi, movimento ereticale medievale diffuso soprattuto nella Valle Pellice, nel XVI secolo aderirono al protestantesimo ispirandosi ai calvinisti ginevrini.

 

 

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