GesùGesù è la versione italiana del nome ebraico יהושע [pron.: Yĕhošūa‘], attraverso il greco dei vangeli Ιησους (Iēsoûs) e il latino Iesus. Significa " Dio è salvezza". Il nome Gesù non era raro duemila anni fa in Palestina, per questo spesso era seguito da un appellativo, come Gesù il Nazareno , che specificava di quale Gesù si stesse parlando. Gesù di Nazareth è conosciuto come il Cristo (greco Χριστός, Christòs), o, usando la traslitterazione dell'equivalente ebraico, Messia (המשיח, Mashìach). Entrambe le parole significano "Unto" , in relazione all' unzione che nel tempo dell' Antico Testamento si faceva ai re, ed è considerato il fondatore del Cristianesimo.
Vita di Gesù
La principale fonte di notizie su Gesù sono i Vangeli. Secondo i cristiani, i Vangeli canonici sono un resoconto fedele della vita e dell'insegnamento di Gesù, e anche i numerosi fatti soprannaturali in essi raccontati, in particolare la sua resurrezione, sono realmente avvenuti. Secondo i non cristiani, invece, il loro racconto è stato elaborato dalla Chiesa primitiva, solo una parte delle parole attribuite a Gesù sono state effettivamente da lui pronunciate, e i fatti soprannaturali sono frutto di esagerazioni e invenzioni. I Vangeli apocrifi, invece, scritti in epoca più tarda, sono quasi unanimemente considerati poco o nulla attendibili, e anche la Chiesa non li riconosce. Secondo il racconto dei Vangeli canonici, Gesù nacque a Betlemme in Giudea (nell'attuale Cisgiordania), dopo che sua madre Maria lo concepì in modo miracoloso rimanendo vergine. Questo avveniva durante il regno di Erode, probabilmente tra il 7 e il 4 a.C.. I Vangeli riportano poche notizie dell'infanzia di Gesù, e nulla della sua giovinezza, della quale si sa solo che egli abitò a Nazareth in Galilea.
Essi raccontano invece diffusamente la sua vita pubblica, che si svolse intorno al 30 d.C. lungo un arco di tre anni nei quali Gesù percorse tutta la regione della Palestina, in special modo la Giudea e la Galilea, predicando, insegnando e compiendo numerosi miracoli : guarì malati e indemoniati, moltiplicò il cibo, camminò sulle acque, e persino risuscitò morti. Un numero via via più vasto di discepoli lo seguì, e tra essi Gesù scelse dodici apostoli, che furono i suoi più stretti collaboratori; tra di essi aveva un ruolo eminente Simone, soprannominato Pietro, che dopo la morte di Gesù assunse la guida della comunità cristiana ed è considerato il primo papa. Nella sua predicazione Gesù si identificò con il Messia atteso dagli Ebrei e, dapprima in modo velato e via via più scopertamente, si attribuì caratteri divini e infine si proclamò Figlio di Dio. Per questo, ma anche temendo che Gesù si ponesse a capo di una rivolta antiromana che avrebbe provocato una violenta repressione, le autorità religiose ebraiche decisero di ucciderlo: catturatolo grazie alla delazione di Giuda Iscariota, uno degli apostoli, lo processarono per blasfemia ed ottennero dal governatore romano Ponzio Pilato la sua condanna a morte come agitatore politico. La condanna venne eseguita mediante la pena della crocefissione. I Vangeli raccontano infine che, tre giorni dopo la sua morte, Gesù risorse ed apparve vivo per diverse volte ai suoi discepoli nei quaranta giorni successivi, dopo di che ascese al cielo. I cristiani credono che egli sia tuttora vivo, in anima e corpo, e che lo sarà in eterno, avendo trionfato sulla morte. Gesù secondo il Cristianesimo
A Gesù Cristo nel cristianesimo si attribuisce sia la natura umana che quella divina. Questa dottrina si è progressivamente definita nel primo millennio del cristianesimo soprattutto nei primi sette concili ecumenici. Qui se ne dà un breve sunto: per una trattazione più approfondita vedi l'articolo: Cristologia. Secondo la dottrina cristiana, Gesù Cristo è la seconda persona della Trinità, cioè il Figlio (le altre due persone sono il Padre e lo Spirito Santo). Come tale è Dio, esiste dall'inizio dei tempi ed esisterà in eterno. In un determinato momento della storia, inoltre, Gesù si è incarnato, cioè ha assunto la natura umana, nascendo da Maria vergine, pur rimanendo allo stesso tempo Dio. La morte di Gesù costituì un sacrificio di espiazione per i peccati di tutta l'umanità, mentre la sua resurrezione ne sancì la vittoria sulla morte. Inoltre, durante la sua vita terrena, Gesù fondò la Chiesa, nella quale si perpetua la sua presenza nel mondo secondo la sua parola: " dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro " (Mt 18,20). Gesù secondo l' EbraismoSebbene storicamente il cristianesimo sia nato in ambito ebraico, l'ebraismo non riconosce in Gesù il Messia né tantomeno le caratteristiche divine che i cristiani gli attribuiscono. L'ebraismo ritiene inoltre che le profezie e i riferimenti all' Antico Testamento che si trovano nel Nuovo Testamento (che non è considerato canonico) non siano pertinenti. L' ebraismo ortodosso ritiene che la venuta del Messia non si sia ancora manifestata. Interessanti riflessioni sulla figura di Gesù sono state fatte da un punto di vista ebraico da Leo Baeck in un saggio pubblicato in Germania nel 1938 (in piena dittatura hitleriana): "Il Vangelo: un documento ebraico". In esso Baeck vuole dimostrare, attraverso l'analisi filologica dei vangeli, che questi, "ripuliti" dalle sedimentazioni paoline di carattere teologicamente antigiudaico, contengono il messaggio profondamente ebraico di Gesù. Gesù secondo l' IslamI seguaci dell'Islam onorano la figura di Gesù come un profeta con il nome di Issa , nato miracolosamente dalla vergine Maria. Rappresentazione di Gesù nell'arte
Nei primi secoli del cristianesimo non si hanno rappresentazioni dirette di Gesù, ma piuttosto simboli o immagini allegoriche, come il pesce (il cui acronimo in greco aveva un significato religioso) o il buon pastore, derivato dalla tradizione classica. Nel periodo tardo antico, con la legalizzazione del culto cristiano, si diffondono rappresentazioni dirette di Cristo, inizialmente raffigurato come giovane imberbe e poi come filosofo barbuto. L'eta bizantina vede una fissazione dell'iconografia cristiana, anche a seguito della disputa sull' iconoclastia che porta ad una rigida codificazione della pittura di icone e su parete. Nell'alto medioevo la tradizione bizantina avrà una fortissima autorità anche in Occidente. La più forte rottura fra Oriente e Occidente avrà luogo nel rinascimento (per Giorgio Vasari il pittore che tradusse la pittura dal greco al latino fu Giotto). In quest'epoca la figura di Gesù si laicizza e diventa il prototipo dell'uomo perfetto. Tale visione avrà il suo massimo esponente in Michelangelo, che però si concentrò anche sulla rappresentazione di Cristo morto nelle pietà. Da notare che il mezzo espressivo prediletto era la scultura su marmo, cioè una forma d'arte non tradizionale per la figurazione cristiana, più legata alla pittura. Le rappresentazioni di Gesù più diffuse nell'ambito della Riforma protestante hanno di solito un carattere didascalico, mentre prevalgono in ambito cattolico, dopo il concilio di Trento, le rappresentazioni classicheggianti e patetiche al tempo stesso. Grande fortuna avranno ad esempio le raffigurazioni di Guido Reni di Cristo coronato di spine. Del resto, l' iconografia della Crocifissione è, per mole della produzione e qualità, argomento che merita una trattazione separata. Altre rappresentazioni della vita di Gesù sono avvenute in forme particolari, come nel presepe - ricostruzione scenografica della natività di Cristo - che a Napoli ha trovato fin dal Settecento la culla di una propria scuola. Per quanto riguarda la musica sacra, bisogna distinguere fra la musica utilizzata nella chiesa durante le funzioni religiose, nella quale i riferimenti a Gesù sono solitamente definiti dalla liturgia, e la musica da oratorio, una sorta di melodramma sacro che in alcuni casi si è ispirata direttamente alla vita di Gesù. Famose sono le cantate e le passioni di Johann Sebastian Bach, ispirate ai vangeli festivi del calendario luterano e l'oratorio di George Friedrick Haendel "il Messiah", composto per l'esecuzione teatrale. Dal XX secolo la vita di Gesù è diventato anche un soggetto cinematrografico con esiti spesso controversi. I registi più noti che si sono occupati del tema sono Pasolini, Zeffirelli, Gibson. Famoso è anche il musical degli anni '70 "Jesus Christ Superstar". La data di nascita e morte di GesùLa nascita di Gesù viene generalmente datata fra il 7 e il 4 a.C., mentre le ipotesi più accreditate per la data della morte sono il 7 aprile 30 e il 3 aprile 33. |
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